Archive for July, 2007

viraaaaaaal!!!!!

Wednesday, July 18th, 2007


NIELSEN/NETRATINGS: BASTA CON LE PAGE VIEW

Wednesday, July 11th, 2007

L’analisi dell’audience online si deve basare sul tempo passato dagli
utenti sui siti e non sul numero di pagine viste. Un passaggio
inevitabile con l’avvento delle piattaforme in Ajax e del social
networking
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Fiat: una voce fuori da coro

Monday, July 9th, 2007

Da Dagospia
Solenne come un’orazione funebre va in onda su tutte le tv lo spot della nuova 500. Dietro le immagini non c’è la mano del regista Spike Lee che firmò la campagna in bianconero per Telecom con i messaggi di Gandhi, Kennedy e Mandela, ma la sequenza del bambino che guarda 50 anni di storia italiana fa piangere le nonne e rende perplesso il mondo della pubblicità. Gli esperti di advertising stentano a capire che lo spot della Fiat è il simbolo più evidente di una strategia ben articolata messa a punto dal condottiero di Mirafiori, Sergio Marpionne, e da Luchino di Montezemolo, l’uomo che insieme a GianLuigi Gabetti ha avuto il merito di scoprire il manager italo-canadese.

La nuova strategia che è partita da Torino con il lancio spettacolare dell’ultimo modello di casa Fiat, è una strategia a tre punte che ha come obiettivi la leadership industriale, culturale e politica. Lo spot della Fiat è soltanto uno degli anelli della nuova catena dei valori che ha sostituito la catena di montaggio fordista degli operai torinesi. Dietro l’icona della nuova 500 non c’è soltanto la retorica. Anche i giornalisti oltre agli uomini della pubblicità stentano a capire che la svolta è soprattutto culturale.

Non l’ha capito ad esempio Paolo Panerai, il direttore di “MilanoFinanza”, ha sabato scritto un encomio solenne a Marpionne, Montezemolo, De Meo (l’uomo marketing), Gabetti e Yaki. Dopo aver reso omaggio alla lungimiranza di Gabetti e Luca, l’editore-giornalista fa intuire che prima o poi anche la genialità di Lapo (il figliol prodigo della Famiglia) sarà recuperata e che l’automobile è diventata una fonte di piacere paragonabile al vino che Panerai produce nelle sue cantine ideate dall’architetto Renzo Piano in Maremma.

In realtà il discorso sulla Fiat è più inebriante e sottile perchè oltre a riconquistare la leadership manifatturiera, il tandem Marpionne-Montezemolo sta capovolgendo il vecchio assioma che vedeva in Agnelli e nella Fiat il “motore” del capitalismo italiano. Adesso con un’abile operazione mediatica e di marketing il legame genetico tra l’azienda torinese e l’Italia viene capovolto: “la Fiat appartiene a tutti noi”, così recita lo spot lapidario della 500 e aggiunge Marpionne: “ciò che è bene per l’Italia è bene per la Fiat”.

Le nonne piangono, i giornalisti si mettono in ginocchio, i pubblicitari arricciano il naso, ma la catena dei valori e la strategia a tre punte sono in pieno movimento. Ha cominciato a delinearsi con i successi del Marpionne dal pullover straccione che piace agli operai di Bertinotti, e ha continuato con la nomina di Luchino in Confindustria che nel suo primo discorso (scritto con l’aiuto di Innocenzo Cipolletta) disse: “dobbiamo restituire al Paese ciò che si è ricevuto”. E se andiamo a rileggere la conclusione di quel manifesto troviamo queste parole: “occorre chiudere la stagione dei dissidi e delle incomprensioni”. Sono le stesse parole che ha usato WalterEgo Veltroni 15 giorni fa nell’ex-roccaforte operaia del Lingotto.
Tutto si lega e tutto fa pensare che la strategia a tre punte (industriale, culturale e politica) vada ben oltre le immagini in bianconero che fanno piangere le nonne.

iPhone Doesn’t Live Up To Hype

Thursday, July 5th, 2007

The iPhone is a lovely device with a sleek interface, top-notch music and video features and innovative design touches. The touch screen is easier to use than expected, and the multimedia performs well. But a host of missing features, a dependency on a sluggish EDGE network, and variable call quality leaves one wanting more.

The iPhone boasts a brilliant display, trim profile, and clean lines. In true Apple style, the iPhone’s menu interface is attractive, intuitive, and easy to use. In the main menu, a series of colored icons call out the main functions.

Still, the interface and keyboard have a long way to go to achieve greatness. And it somewhat tedious to scroll through long lists, such as the phone book or music playlists. The bad news is that the iPhone’s iPod leaves out the ability to manually manage the transfer of music and video content. On balance, the iPhone is noteworthy not for what it does, but how it does it. -

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